Gianfranco Baruchello. Primo Alfabeto. Galleria Massimo De Carlo, Milano. 11.01.2024 – 17.02.2024

Gianfranco Baruchello, Preparazione al Binit, 1962.

Installation view.

Installation view.

Installation view.

Installation view.

Installation view.

Installation view.

La Fondazione Baruchello è lieta di annunciare che l’11 gennaio si è inaugurata la mostra Primo Alfabeto di Gianfranco Baruchello, a cura di Carla Subrizi e Maria Alicata, nello spazio milanese della galleria Massimo De Carlo.

Il progetto espositivo si concentra su un nucleo di opere realizzate tra il 1959 e il 1963. Si tratta di una selezione incentrata sull’idea di alfabeto e comprende pittura, oggetti e disegni, dai quali emergono gli aspetti formali e concettuali di una ricerca già peculiare. Baruchello in questi anni, cerca l’impianto inedito di un alfabeto personale, che definisce «provvisorio».

Una serie di entità-base si configura in un alfabeto che parte da situazioni affettive, dove per affetto si intende il rovesciamento che dal razionale, dall’astrazione del linguaggio arriva al sentire del corpo. Sulla tela (o sulle carte intelate) si stratificano, si compongono o si smontano i segni di questo alfabeto. La sintesi presente in Primo alfabeto (opera presente in mostra) si scompagina in immagini singole, più o meno grandi, in opere di diverso formato. L’alfabeto si aggrega e si disgrega, provando varie formule di combinazione e giustapposizione.

Favoloso Calvino. Il mondo come opera d’arte. Carpaccio, de Chirico, Gnoli, Melotti e gli altri. A cura di Mario Barenghi. Scuderie del Quirinale, Roma. 13.10.2023 – 04.02.2023

Gianfranco Baruchello, Grande effetto Palomar, 1963.

Gianfranco Baruchello, Grande effetto Palomar, 1963.

Le scuderie del Quirinale ospitano dal 13 ottobre 2023 al 4 febbraio 2024 la mostra Favoloso Calvino. Il mondo come opera d’arte. Carpaccio, de Chirico, Gnoli, Melotti e gli altri, a cura di Mario Barenghi, per celebrare il centenario della nascita del celebre scrittore Italo Calvino.

La mostra mette in evidenza la varietà e ricchezza delle rappresentazioni di Calvino riguardo alla relazione dell’essere umano con la realtà. A cento anni dalla sua nascita continua a emergere come uno dei più apprezzati classici contemporanei, in grado di fornire alle nuove generazioni di lettori ispirazione e strumenti per comprendere il loro tempo. La mostra presenta ai visitatori un viaggio nell’immaginazione di Calvino, mettendo in luce il modo in cui ha interagito con le arti visive, apportando e ricevendo diversi spunti critici.

È presente in mostra la tela Grande effetto Palomar (1963), opera in cui Gianfranco Baruchello sperimenta la pittura come mezzo per muoversi su di una superficie pittorica che diventa un campo aperto a suggestioni ed idee. La tela è qui trattata come uno spazio essenzialmente mentale che si rivolge verso direzioni inedite del pensiero, trovando un parallelismo con l’attività di osservazione che svolge l’osservatorio sul monte Palomar. È inoltre esposta una lettera di Italo Calvino del 1969 indirizzata a Gianfranco Baruchello, che attesta il rapporto di conoscenza e di stima tra i due. Infine la Fondazione Baruchello ha anche prestato il catalogo e il poster della mostra Gianfranco Baruchello, svoltasi a New York nel 1966 presso la galleria Cordier & Ekstrom, per la quale Calvino ha scritto un testo dal titolo The Universal Point.

che sarà sarà. A cura di Stefano Collicelli Cagol con Michele Bertolino. Palazzo Re Rebaudengo, Guarene. 23.09.2023 – 19.11.2023

Gianfranco Baruchello, Murmur, 2015. Photo credit: Robert Glowacki

Gianfranco Baruchello, Murmur, 2015, dettaglio. Photo credit: Robert Glowacki

Gianfranco Baruchello, Murmur, 2015, dettaglio. Photo credit: Robert Glowacki

Palazzo Re Rebaudengo a Guarene ospita la mostra che sarà sarà organizzata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Questo percorso presenta le opere di venti artisti attivi in Italia, abbracciando una vasta gamma di espressioni artistiche, dalla scultura all’installazione, dalla pittura al video. La mostra è stata curata da Stefano Collicelli Cagol, in collaborazione con Michele Bertolino, e si inserisce nella progettualità del Comitato Fondazioni Arte Contemporanea.

che sarà sarà si inserisce in un contesto più ampio, coincidendo con la tappa torinese del progetto Bel Paese. Promoting Italian Art Around the World. Questa iniziativa, nata dalla sinergia tra il Comitato e la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, mira a valorizzare e diffondere l’arte italiana a livello internazionale. La mostra è parte integrante del panorama culturale di SNODI.

In che sarà sarà, gli artisti coinvolti propongono visioni che sfidano e rimodellano il concetto di identità personale e collettiva. Attraverso le loro opere, essi delineano corpi in costante espansione e creano paesaggi alternativi, immaginando tempi in perpetuo mutamento. Il titolo stesso della mostra, un gioco di parole tra le canzoni Che sarà dei Ricchi e Poveri e Que sera sera di Ray Evans e Jay Livingston, evoca un futuro indefinito, forse già accaduto o ancora da scrivere, invitando il visitatore ad abbracciare l’incertezza, a lasciare andare il sé e ad aprirsi a possibilità inesplorate.

Palazzo Re Rebaudengo presenta inoltre un omaggio a Gianfranco Baruchello, Marisa e Mario Merz e Michelangelo Pistoletto. È presente quindi l’opera Murmur (2015) di Gianfranco Baruchello; una sagoma apribile di una testa che racchiude al suo interno un microcosmo di segni, disegni e parole, una rappresentazione del pensiero attraverso l’associazione libera di immagine e testo. Tale impostazione è visibile anche nelle altre quattro opere esposte realizzate a china su cartone e plexiglass, dal titolo Connect/Disconnect (Reverie, Question, Space, Movement)(2015).

Illustrazioni per libri inesistenti. Artisti con Manganelli. A cura di Andrea Cortellessa. Museo di Roma in Trastevere, Roma. 21.09.2023 – 07.01.2024

Baruchello. Epimenide e il Computer, Galleria La Margherita, Roma, 19 gennaio - 4 marzo 1985.

Baruchello. Epimenide e il Computer, Galleria La Margherita, Roma, 19 gennaio - 4 marzo 1985.

La mostra Illustrazioni per libri inesistenti. Artisti con Manganelli intende celebrare il centenario della nascita del grande intellettuale, scrittore e saggista italiano Giorgio Manganelli (15 novembre 1922 – 28 maggio 1990). La mostra, curata da Andrea Cortellessa, vede esposte opere di artisti sui quali lui abbia scritto oppure che in vario modo sono stati legati da amicizia o da un vero e proprio rapporto di collaborazione con lo scrittore.

A Roma Giorgio Manganelli ha intrattenuto importanti relazioni col mondo dell’arte fra gli anni Sessanta e Settanta, intrecciando sodalizi altrettanto intensi, se non più̀, di quelli avuti coi letterati della stessa generazione. Nel corso degli anni Ottanta, anche grazie alla conoscenza di Lea Vergine, si è sviluppato prevalentemente a Milano un secondo momento della passione artistica di Manganelli. Tra gli artisti italiani che partecipano alla mostra sono dunque Gianfranco Baruchello, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Carol Rama, Toti Scialoja, Gastone Novelli, Achille Perilli, Franco Nonnis, Giovanna Sandri, Giosetta Fioroni e Luigi Serafini.

La relazione di amicizia tra Gianfranco Baruchello e Giorgio Manganelli ha interessato tutto il corso degli anni Sessanta. Manganelli era solito visitare Baruchello nel suo studio romano e frequentare le mostre che l’artista inaugurava a Roma e a Milano, come ad esempio la mostra personale Uso e Manutenzione del 1965 presso la Galleria Schwarz di Milano, per la quale scrive anche un testo per il catalogo.

Alla mostra Illustrazioni per libri inesistenti. Artisti con Manganelli Baruchello espone due opere di quel periodo, una tela dal titolo Tramonto morale (1964) esposta alla mostra personale di Milano e un oggetto apribile, esemplificativo della sperimentazione dell’artista di quel momento, dal titolo Pourquoi un chien ne peut il simuler la douleur? (1965).

Gianfranco Baruchello. Retour à Paris. Galleria Massimo De Carlo, Parigi. 18.09.2023 – 24.09.2023

Installation view. Photo credit: Thomas Lannes

Gianfranco Baruchello, Il Tecnolatra, 1963. Photo credit: Thomas Lannes

La mostra Gianfranco Baruchello. Retour à Paris, allestita nello spazio parigino Pièce Unique della galleria Massimo De Carlo, comprende tre opere del 1963 realizzate dall’autore.

In questa occasione sono state esposte la grande tela Il Tecnolatra e le due più piccole Attenzione! dio ti vede e An old shelter. In queste opere Baruchello utilizza diversi strati di bianco realizzati con diverse tecniche: smalti industriali, bianchi alla caseina, pastelli a cera. Così facendo le superfici diventano uno spazio su cui lo sguardo può soffermarsi in profondità. Inoltre le tele sono popolate da figure dipinte con colori accesi ed energici.

Queste opere rappresentano una fase della ricerca artistica di Baruchello che si concentra sulla sperimentazione della reinterpretazione della pittura attraverso l’uso di oggetti e immagini movimento. Esse sollevano interrogativi cruciali che rimarranno al centro dell’indagine artistica di Baruchello. Alla fine del 1963, l’esplosione creativa a cui si riferiscono queste opere ha portato a una frammentazione che ha dato origine a una profusione di piccole immagini nello spazio pittorico, in combinazione con l’uso anche del plexiglass e degli oggetti. Questi elementi creano microsistemi linguistici e mentali, distribuiti all’interno di uno spazio di relazioni plurime, senza alcuna gerarchia.

Fuori tutto. A cura di Bartolomeo Pietromarchi. Sezione architettura a cura di Pippo Ciorra, Laura Felci, Elena Tinacci. Sezione fotografia a cura di Simona Antonacci. MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma. 28.06.2023 – 25.02.2024

Gianfranco Baruchello, Piccolo Sistema, 2012-2013, photo credit Giorgio Benni, courtesy Fondazione Maxxi.

Gianfranco Baruchello, Piccolo Sistema, 2012-2013, photo credit Giorgio Benni, courtesy Fondazione Maxxi.

Gianfranco Baruchello, Quaderno 73, 2016, photo credit Ezio Gosti.

Gianfranco Baruchello, Quaderno 73, 2016, photo credit Ezio Gosti.

La mostra Fuori tutto, curata da Bartolomeo Pietromarchi, è concepita come un “deposito aperto”, dove vengono esposte le opere della collezione permanente del Maxxi conservate nei depositi: il nuovo allestimento mette così in mostra le acquisizioni più recenti del Museo, artisti delle generazioni storiche fino a quelle più giovani, raccontando la scena artistica nazionale e internazionale, attraverso opere di pittura, scultura, architettura, fotografia, video, installazione, performance e sperimentazione sonora.

Tra gli artisti invitati, Gianfranco Baruchello è presente con le opere Piccolo Sistema (2012-13), donato al Maxxi nel 2017, e le due opere Quaderno 73 (2016).

Piccolo Sistema è stato realizzato da Baruchello per il Padiglione Italia alla 55° Esposizione Internazionale d’Arte Biennale di Venezia (2013). Concepito come un oggetto di grandi dimensioni, Piccolo Sistema è un’opera-spazio, ambientale e performativa, pensata come un laboratorio per immaginare, dove tutti gli elementi presenti sono pronti per essere attivati dalla fantasia del fruitore.

I due Quaderno 73, posti in relazione con Piccolo Sistema, sono due opere (china su alluminio) pensate come un archivio di immagini degli anni Settanta dove “piccoli sistemi” di forme, figure, segni dialogano tra loro.